PUPPET SHOW

 


  1. Data di uscita: 27 settembre 2023 
  2. prodotto da:  JAKOPS (야콥), Lantz & 220.
  3. scritta da: 220, Dayday (데이데이), JAKOPS (야콥), Lantz & Rachel West.
  4. Lyric: QUI
  5. Traduzione: QUI
  6. Foto ufficiali: QUI

In “PUPPET SHOW”, le XG immaginano un universo alternativo in cui, al posto del patriarcato, esiste una sorta di dominio femminile sul mondo.In questa realtà, gli uomini vengono trattati e si comportano come marionette, mentre le donne ne sono le burattinaie.

Dal punto di vista musicale, “PUPPET SHOW” è un brano pop maturo ma luminoso, che valorizza in modo particolare le voci dei membri, soprattutto nel ritornello. Il video musicale esprime questo stile maturo attraverso un’estetica futuristica estrema, visivamente d’impatto e coerente con il concept.

La canzone è la sesta e ultima traccia del primo EP delle XG, “NEW DNA”, pubblicato insieme a “HESONOO” e “X-GENE”.

Curiosità dal testo:

  1. Il verso Ha-ha, cry me a river è un chiaro riferimento al bridge di “MASCARA”, B-side di debutto delle XG, cantato da JuriaYou’re gonna cry me a river, baby But I won’t waste another single minute on you (Piangerai un fiume, baby, ma non sprecherò neanche un altro minuto per te.)
  2. Nel brano viene utilizzato il termine “Bye, Felicia”: un’espressione informale usata per congedare qualcuno in modo sprezzante, indicando che la persona è talmente irrilevante da essere ridotta semplicemente al nome generico “Felicia”.
  3. Nel testo viene citato ATARI, un’azienda giapponese che ha prodotto videogiochi e console molto popolari. Nel contesto del testo, il termine suggerisce che, per le XG, i ragazzi sono come videogiochi: possono essere controllati facilmente, proprio come se stessero giocando con loro.
  4. Il verso It ain't game over 'til I say so, got it? prosegue il riferimento ai videogiochi introdotto con Atari, e vede Maya riaffermare che è lei a tenere il controllo, in linea con il tema centrale di “PUPPET SHOW”. Sebbene oggi sia quasi scomparsa dal linguaggio videoludico moderno, l’iconica espressione “game over” compariva in quasi tutti i videogiochi arcade retrò e nelle prime console domestiche, apparendo quando il giocatore non poteva più continuare la partita — perché il personaggio era morto, aveva esaurito il tempo o le vite disponibili.
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